martedì 2 novembre 2010

La vita di Dante Aligheri

1265 Nasce a Firenze tra maggio e giugno.
1274 Per la prima volta, all'età di nove anni, vede Beatrice, che sarà la protagonista assoluta della sua lirica d'amore e verrà cantata anche nella Commedia.
1285 Sposa Gemma Donati, dalla quale ha tre figli.
1292 - 1294 Compone la Vita Nuova.
1295 Si avvia alla carriera politica, ricoprendo importanti cariche pubbliche.
1300 Viene nominato priore, massima carica del Comune.
1302 E' condannato in contumacia al rogo, accusato di opposizione a Bonifacio VIII e a Carlo di Valois.
1302 - 1305 Scrive il De vulgari eloquentia.
1304 - 1306 E' in esilio in varie città italiane.
1304 - 1307 Scrive il Convivio.
1307 - 1321 Compone la Divina Commedia.
1310 - 1313 Probabilmente scrive il De monarchia.
1313 Si reca a Verona, ospite di Cangrande della Scala.
1315 I suoi concittadini gli propongono l'amnistia, che lui però rifiuta, vedendosi confermata la pena di morte.
1321 Muore a Ravenna tra il 13 e il 14 settembre.


venerdì 29 ottobre 2010

Il teatro

Gli storici parlano, in relazione all'Alto Medioevo, di teatralità diffusa, facendo riferimento a quell'insieme di pratiche ludiche e spettacolari che sono manifestazioni della ritualità religiosa o civile. Portavoce della storia del teatro medievale sono i giullari, che tramandano per via orale un patrimonio gestuale, recitativo e musicale di lontana derivazione classica, a cui si aggiungono elementi nuovi. Il giullare si trova un pò ovunque: presso le corti e le cattedrali, lungo le vie di pellegrinaggio, nelle piazze e nei mercati. Ma nel Medioevo il teatro diviene soprattutto il mezzo più popolare per vivere collettivamente la sensibilità religiosa. Inizialmente è la stessa Chiesa ad avvalersi del cosiddetto ufficio drammatico, una sorta di piccola rappresentazione teatrale recitata in latino relativa a celebrazioni del rito cristiano.
I laici traducono i testi in lingua volgare e conferiscono agli apparati scenici una rilevanza centrale; i temi vengono notevolmente dilatati, comprendendo sia soggetti agiografici (cioè relativamente alla vita dei santi) sia particolarmente leggendari e profani.
In Italia, intanto, trova diffusione la lauda drammatica (la lauda era un genere di poesia volgare impostata sugli schemi metrici e musicali della ballata profana), che trova il suo più celebre episodio in Donna de paradiso di Jacopone da Todi. Col tempo questa forma di dramma assume le caratteristiche proprie della sacra rappresentazione: produce apparati e scenografie sempre più elaborati, amplia il numero dei personaggi e si arricchisce di elementi profani e realistici. Il metro utilizzato è quello dell'ottava narrativa, mentre l'azione viene preceduta da un annuncio e seguita da una licenza, entrambi proferiti da un angelo.

giovedì 28 ottobre 2010

La poesia didattico-morale

Nel corso del XIII secolo, mentre l'Umbria viveva l'esperienza francescana e delle confraternite religiose, l'Italia settentrionale conosce una letteratura in volgare il cui fine, ugualmente religioso, è però affiancato da intenti laici e civili. Questa letteratura didattica è volta all'educazione e all'ammaestramento dei ceti più umili della popolazione. Gli scrittori, dunque, appaiono strettamente legati alla vita civile del tempo e si rivolgono, in un linguaggio semplice e immediato, a un pubblico non colto.
Tra di essi emergono Giacomino da Verona, di cui si hanno scarsissime notizie, e Bonvesin de la Riva (1240 ca - 1315 ca), grazie ai quali la rappresentazione letteraria dell'oltremondo allarga la sua cerchia di fruitori a un pubblico più vasto. In Toscana il più eminente rappresentante della poesia didattico-allegorica è Brunetto Latini (1220 ca - 1294), che scrive Il Tesoro, ampia enciclopedia in lingua d'oil che tratta di storia, scienze naturali, retorica e politica, e Il Tesoretto, un'opera allegorico-enclicopedica in versi, composta in volgare fiorentino e rimasta incompiuta.

mercoledì 27 ottobre 2010

La poesia religiosa

La letteratura religiosa medievale, al di là della singolare esperienza di san Francesco (1182 - 1226), autore del celere Cantico delle creature, noto come Cantico di frate Sole, trova espressione nella cosiddetta lauda, un componimento contenente lodi a Dio, alla Vergine e ai santi, che sembra tragga origine dall'antica liturgia ecclesiastica.
Nell'Umbria del Duecento, tuttavia, la lauda, non più in latino ma in volgare, esce dal ristretto ambito della liturgia ufficiale e si diffonde tra le masse. Essa viene scelta quale strumento espressivo dal più grande poeta religioso di questo periodo, Jacopone da Todi (1236 ca - 1306). La vita del poeta è profondamente segnata dalla sua conversione, avvenuta in seguito alla tragica morte della moglie. Da quel momento egli entra a far parte dell'Ordine francescano schierandosi con gli *spirituali, sostenitori di una rigida osservanza della Regola del frate assisiate, e conducendo un'aspra lotta contro papa Bonifacio VIII, in seguito alla quale subisce la scomunica e la prigionia.

*Spirituali: all'interno dell' Ordine francescano causarono una profonda scissione, opponendosi ai conventuali, che erano inclini a una più libera interpretazione della Regola di san Francesco.

martedì 26 ottobre 2010

La poesia comico-burlesca

Si tratta di un genere poetico che nasce contemporaneamente al dolce stilnovo al quale è deliberatamente antitetico. Mentre gli stilnovisti avevano cercato di trascendere e idealizzare la realtà, cantando sentimenti elevati e utilizzando un linguaggio ricercato ed elegante, questi poeti utilizzano uno stile basso e un linguaggio più spontaneo e colloquiale; inoltre, fanno uso della parodia per stravolgere e ridicolizzare aspetti della realtà. Tali scelte stilistiche sono riconducibili alla produzione goliardica mediolatina, di cui un celebre esempio è rappresentatto dai *Carmina Burana, e a buona parte delle letterature romanze contemporanee (i contrasti fra trovatori, le invettive ecc.).
Il capostipite della poesia comico-realistica è Rustico Filippi (1230 ca - fine Duecento), che nei suoi sonetti ritrae, in toni grotteschi e caricaturali, persone e scene dell'ambiente borghese fiorentino. Personalità interessante e complessa è Cecco Angiolieri (1260 ca - 1313 ca), il cui linguaggio oscilla tra la rudezza gergale e l'utilizzo, in funzione parodistica, di termini dello stile alto. Leggiamo la prima quartina di un suo famoso sonetto, nella quale il poeta spiega quali sono le grandi passioni della sua vita.
Tre cose solamente m'ènno in grado,
le quali posso non ben fornire,
cioè la donna, la taverna e l'dado:
queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.
Da ricordare anche Folgore da San Gimignano (vissuto tra XIII e XIV secolo), il quale nelle sue poesie rende momenti tipici della vita cittadina.

venerdì 22 ottobre 2010

La lirica d'amore

Nei primi decenni del Duecento in un ambiente culturalmente vivace e aperto come quello della corte di Federico II di Svevia, sovrano del Regno di Sicilia, nasce la scuola siciliana. La poesia dei rimatori siciliani si ispira alla tradizione lirica provenzale. Tuttavia la grande e rivoluzionaria novità offerta da questi poeti è costituita dall'utilizzo del volgare locale, depurato e nobilitato. Un simile fermento culturale è reso possibile dalla caratteristica figura di Federico II di Svevia (1194 - 1250), imperatore interessato alla filosofia, alle scienze naturali, al diritto, all'astronomia e poeta egli stesso. Federico fa della corte di Palermo un centro di attrazione per i insigni esponenti della cultura europea e mediorientale del tempo. Il cenacolo dei poeti di corte era costituito, oltre che dallo stesso imperatore, da un folto gruppo di funzionari imperiali, tra i quali il notaio Jacopo da Lentini (1210 ca - 1260 ca), il giudice Guido delle Colonne (1210 ca - ?), l'esperto di arti cancelleresche Pier delle Vigne (1190 ca - 1249). Questi poeti, tanto legati agli aspetti pratici della vita di corte, nei loro componimenti non trattano altro tema che l'amore. Per essi la poesia non è strumento di polemica, è semplicemente evasione dalla realtà, raffinato strumento con cui intrattenere l'aristocratico popolo di corte.
Estraneamente lontana dalla realtà statica e rarefatta della monarchia sveva è quella dinamica e instabile dei Comuni toscani. La personalità più rappresentativa del gruppo dei rimatori toscani è quella di Guitone d'Arezzo (1235 ca - 1294). la sua vita si divide in due parti, segnate dalla conversione del poeta a vita religiosa. Il suo Canzoniere riflette tale distinzione: la prima parte comprende liriche di contenuto amoroso, la seconda componimenti di ispirazione religiosa, politica e civile.
In evidente polemica con la lirica guittoniana si pone Dante nel XXIV canto del Purgatorio, allorquando espone a Bonagiunta Orbicciani la poetica del gruppo di poeti fiorentini di cui faceva parte, che egli stesso definisce dolce stilnovo. Il dolce stilnovo rappresenta, infatti, un insieme di esperienze, i cui protagonisti si distaccano nettamente sia dalla tradizione siculo-provenzale sia da quella guittoniana. Essi sono, oltre al bolognese Guido Guinizelli (1230 ca - 1276), i fiorentini Guido Cavalcanti (1250 ca - 1300), Dante Aligheri, Lapo Gianni (1250 - 1328), Dino Frescobaldi ((1271 - 1316) e Cino de' Sigibuldi (1270 ca - 1336/7), originario di Pistoia.
Sul piano dei contenuti, gli stilnovisti desumono dalla precedente tradizione lirica il tema dell'amore cortese, vivendolo alla luce di una rinnovata sensibilità. La donna è vista come un essere angelicato, una creatura a metà strada tra il terreno e il divino, dispensatrice di serenità e ispiratrice di perfezione morale.
Connotati del tutto nuovi assumerà Laura, la donna cantata nel Canzoniere di Francesco Petrarca.

Memorialistica e storiografia

La prosa volgare del Due-Trecento è anche il principale mezzo espressivo della produzione memorialistica e storiografica. Particolare diffusione conseguono le cronache che raccontano eventi riguardanti città, regioni, ambienti e si dilungano sui fatti che il compilatore ha vissuto da vicino.
Tra queste spiccano la Cronica di Salimbene de Adam (1221 - 1287) e quelle di Dino Compagni e Giovanni Villani.
Un caso a sé nel genere della memorialistica è il Milione di Marco Polo.